#SponsorWeek Nr. 27

Settimana Nr. 27 per #SponsorWeek, la nostra selezione settimanale di articoli di stampa fatta per darti spunti da usare SUBITO per migliorare la tua ricerca di Sponsor.

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Il Luxury Golf Trophy 2019 e Lexus

Il Luxury Golf Trophy è un torneo diviso in nazioni che si svolge nei più bei campi di Golf del mondo. Nel 2019 la partenza Italiana è stata all’Olgiata Golf Club di Roma il 31 Marzo. Il trofeo terminerà ancora a Roma al Golf Club Acquasanta, a fine Ottobre, dopo essere passato per Milano, Firenze, Torino Bologna, Ravenna Vicenza e i laghi di Garda e Como. Oltre la sezione Italiana il Luxury Golf Trophy si gioca anche in altri stati e i migliori di ogni nazione si incontreranno al Paradis Beachcomber Golf Club alle Isole Mauritius tra il 4 e il 9 Dicembre 2019.

Presentato l’evento passiamo alla sponsorizzazione di Lexus. Lexus è il marchio di lusso di Toyota e già questo la avvicina al pubblico e ai giocatori del Luxury Golf Trophy.
Inoltre Lexus ha la più innovativa (ndr. così dice il loro comunicato stampa) gamma premium di auto ibride. Tutta la gamma verrà mostrata e fatta provare ai partecipanti delle tappe del tour golfistico più lussuoso d’Italia.

Gli spunti

1 • Il pubblico domina. Gli organizzatori del torneo non hanno pensato ad una gara di Golf ma ad un’occasione per radunare chi può permettersi il lusso con la scusa di un torneo di golf. Questa precisa caratteristica permette agli organizzatori di cercare sponsor tra i marchi del lusso mettendo l’accento proprio sui partecipanti.
Quando pensi alla tua iniziativa cerca di identificare nel modo più preciso possibile il tuo pubblico perché il tuo pubblico è l’unica cosa che puoi “vendere”. Le aziende sponsorizzano molto più volentieri quelle iniziative che gli dimostrano di essere in grado di contattare e coinvolgere il pubblico – target – che a loro interessa. Magari con delle attivazioni ad-hoc.

2 • Dai allo sponsor la possibilità di mostrarsi al meglio. La Lexus avrà la possibilità di mostrare, durante tutte le tappe del Luxury Golf Trophy, l’intera gamma di SUV e Crossover, compreso il nuovissimo 😉 UX Hybrid. E oltre a mostrare le auto, le potrà anche far provare.
In generale la possibilità di mostrare e far provare il loro prodotto o servizio piace alle aziende sponsor quindi, quando ti è possibile, inserisci questa possibilità quando sarai a colloquio con i loro reparti marketing.
ATTENZIONE: Questo tipo di coinvolgimento con il pubblico è semplice da pensare ma un po’ meno da realizzare. Il passo da “proposta esclusiva” fatta al tuo pubblico a “marchétta (2)” è molto breve.

Techdow diventa sponsor dei giovani sciatori italiani

La Federazione Italiana Sport Invernali, in occasione della conferenza stampa di fine stagione, ha presentato i risultati della stagione 2018-2019 (31 medaglie mondiali, 3 Coppe del mondo generali, 5 coppe di specialità, più di 130 podi in Coppa del mondo) e un progetto legato al nuovo sponsor del settore giovanile.

Si tratta della Techdow Pharma e del progetto Talent Team. Il nuovo sponsor è un’azienda farmaceutica che ricerca e sviluppa soluzioni terapeutiche per la profilassi verso malattie cardiache. La sponsorizzazione del Talent Team punta diretta alle olimpiadi di Pechino 2022.
Come lo sponsor farmaceutico sfrutterà il legame con i giovani sciatori non è ancora dato sapere.

Gli spunti

1 • Frammenta la tua offerta. La ricerca di sponsor può essere molto semplificata se darai agli sponsor la possibilità di scegliere tra diverse offerte. Il consiglio base è quello di avere almeno 3 livelli di sponsorizzazione che, a prezzi diversi, offrono servizi diversi o ridotti (comincia la trattativa dall’offerta di mezzo).
Per ampliare la possibilità di avere sponsor puoi spezzettare la tua iniziativa in blocchi ancor più piccoli: per Match, per competizione, per location, per squadra oppure, come ha fatto la FISI in questo, per età.

2 • Avvicina gli sponsor più adeguati. Non sappiamo se è stata la FISI a cercare Techdow o il contrario (sì, alle iniziative di pregio capita di essere cercati) ma, in ogni caso, la sponsorizzazione della casa farmaceutica ai giovani sciatori sembra particolarmente azzeccata.

BONUS: nelle foto presenti nell’articolo si vedono i nostri sciatori provvisti di cappellino brandizzato con lo sponsor personale.

Dai un’occhiata a questo video.

Dal nostro canale YouTube

Maglia speciale per una sola partita

Succede a Cagliari dove, in occasione della partita contro la capolista, la squadra scenderà in campo non con il nome dello sponsor ma con quello di un progetto a sostegno del territorio di cui lo sponsor è partner.

Il progetto punta a preservare le bellezze della regione Sardegna sotto l’hashtag #ILNOSTROIMPEGNO e proprio questa scritta sarà sulle maglie del Cagliari. A parlare del progetto ambientale e della maglia speciale il Marketing Manager di Ichnusa, lo sponsor che ha ceduto il posto… e ha trovato un nuovo modo per far parlare di sé. Ed è anche etico.

Gli spunti

1 • Il logo aziendale potrebbe non essere l’elemento su cui puntare. A Torino la Suzuki usa la maglia per promuovere i suoi modelli, a Verona e Genova la maglia è stata usata per promuovere film in uscita, a Milano, nella sponda interista si promuove una linea dello sponsor tecnico e sulla sponda Milan un servizio premium dello Sponsor. Sono solo alcuni esempi e nel solo mondo del pallone ma servono per chiarire il punto.
Nel momento in cui cerchi Sponsor e ti rechi nelle aziende per presentare la tua iniziativa, parla con l’ufficio marketing e fagli presente che attraverso di voi potrebbero mettere in mostra un prodotto o un servizio specifico. Non è sempre detto che un’azienda abbia come massima priorità quella di mostrare il suo marchio.
PLUS: dimostrati disponibile a promuovere servizi e prodotti anche per brevi periodi. Lo Sponsor saprà di poter contare su di te e sul tuo pubblico e sarà disposto a pagare l’aumento di costi del cambio provvisorio della personalizzazione.

2 • Attivazione per fini etici. Nel nostro post sui 9 modi per ottenere soldi dalle aziende con le attivazioni, l’attivazione per Buona Causa è al nono posto ed è piena di avvertenze. L’unione di sponsorizzazioni e fini benefici è molto gradita alle aziende e al pubblico ma è necessario fare molta attenzione per evitare che una buona idea si trasformi in una raccolta di fondi fatta sulla pelle dei più deboli.
In questo caso il progetto è di tipo ambientale quindi il rischio di passare dalla parte del torno è notevolmente ridotto. Tanto ridotto che Ichnusa ne ha approfittato convincendo tutti della bontà della sua idee: rinunciare ad avere il logo nella partita più guardata dell’anno per sostenere un progetto in cui crede.
Nella tua ricerca di sponsor prova ad inserire – con molta attenzione – delle buone cause a cui destinare iniziative collaterali, parte dei ricavi o azioni fatte dal tuo pubblico che possono essere sponsorizzate. Ai reparti marketing piace chi pensa leggermente fuori dagli schemi e potrebbero essere più disposti ad aprire i cordoni della borsa.

Geox a 300 km/h.

A Montebelluna, sotto le colline del Prosecco DOCG, dove ha sede la Geox devono aver pensato per bene al mondo della velocità.
Non hanno solo scelto la Formula 1, di essere sponsor tecnico di una scuderia e di mettere i pannelli brandizzati sulle curve di un circuito.
Hanno scelto anche la Formula-E. Sono title sponsor del team americano GEOX DRAGON e Title sponsor della gara di Roma. Il tutto con un PLUS interessante rispetto alla più blasonata Formula 1: la Formula E corre l’intero campionato in circuiti cittadini, a diretto contatto con i residenti, fosse anche solo per i disagi causati dalla chiusura delle strade. Quelle stesse strade dove Geox ha i negozi.

In occasione del GEOX ROME E-PRIX l’ufficio marketing “che respira” ha pensato di coinvolgere tutti i negozi della capitale con un’ampia fornitura di prodotti marchiati Geox Dragon e con vetrine dedicate a sostenibilità e innovazione tecnologica, temi portanti sia della Formula E che della casa di abbigliamento. Inoltre una macchina da esposizione al centro commerciale Porta di Roma e un simulatore al negozio di Via del Corso.

Gli spunti

• Per chi cerca sponsor: Ormai ci sei… buttati! Gli sponsor hanno paura di spendere. Ed è una paura legittima. Hanno paura che aumentando l’investimento nei tuoi confronti, diminuisca la possibilità di avere un ritorno da quello stesso investimento. Quello che dovrai fare tu, quando sarai davanti al loro reparto marketing schierato in assetto da battaglia, è buttarti.
Digli tutto quello che hai pensato e dimostragli che hai già fatto una grossa parte del lavoro. Il loro impegno sarà ridotto perché non dovranno pensare a come valorizzare la loro presenza, dovranno solo realizzare ciò che tu gli avrai già detto.
Una ventina di vetrine, un simulatore, una scocca in vetroresina sono investimenti minimi a fronte della cifra totale ma permettono al pubblico di GEOX e della Formula E di avvicinarsi in un modo che in qualunque altro momento dell’anno sarebbe costato molto di più. La fornitura ai negozi dei prodotti con il brand della scuderia di cui sono title sponsor, non so nemmeno se definirla azione di marketing. È talmente semplice da non meritarlo MA qualcuno pensarci. E se lo avrai fatto tu non dovranno farlo loro, a tutto vantaggio della tua iniziativa.

• Da far capire allo sponsor: Ormai ci sei… buttati! Una sponsorizzazione fatta bene non si limita al logo aziendale piazzato qua e là. Quando un’azienda decide di sponsorizzare un’iniziativa lo fa perché crede di poter raggiungere un pubblico interessato al suo prodotto. Non lo fa per pietà, lo fa per Business. Quando sarai in fase di trattativa – le trattative non finiscono mai – fai capire all’azienda l’importanza di legare il loro marchio al tuo. Fa in modo che non pensino di aver “svolto la pratica” una volta fatto il bonifico.
Il lavoro vero, quello bello, quello stimolante, quello che dà risultati tangibili, quello permette di imprimere il marchio nella testa del pubblico arriva dopo. Invita le aziende a pensare al loro interno a delle azioni da poter fare per rendere il loro coinvolgimento noto alla fetta del loro pubblico più ampia possibile. Sì, il loro pubblico. Perché è probabile che se hanno sponsorizzato te, il tuo pubblico sia molto simile al loro. Tu farai la tua parte ma se loro faranno la loro ne godrete entrambi. Non è un caso che spesso le sponsorizzazioni diventino partnership.

2 video su questi argomenti


Florence Cocktail Week o FCW

A Firenze si svolge la settimana del buon bere miscelato e il programma prevede masterclass, tavole rotonde ed eventi per professionisti e consumatori. Per far quadrare i conti e perché si tratta di un ottimo palcoscenico per chi vuole avere come pubblico gli estimatori del buon bere, l’organizzazione prevede la presenza di Sponsor. Marchi italiani e non useranno la Florence Cocktail Week per mostrarsi e mostrare i loro prodotti nei quasi 30 locali aderenti.

Fil Rouge della kermesse il bere di qualità, responsabilmente, mentre il Comune di Firenze, patrocinatore dell’evento sarà anche promotore dei festeggiamenti per i 100 Anni del Negroni Cocktail, nato a Firenze e bevuto il tutto il mondo.

A fare da contorno alla manifestazione e per mettere in evidenza gli Sponsor, un premio, l’FCW Awards, con il quale gli sponsor premieranno bartender e locali migliori nelle diverse categorie.

Gli spunti

1 • A chi interessi davvero? Molti organizzatori di eventi e iniziative, anche di stampo sportivo, hanno la convinzione che la loro attività sia interessante per un pubblico ampissimo e quindi per un’ampia varietà di aziende. Magari non è il tuo caso ma sappi che succede molto spesso. Questi stessi organizzatori ricevono molti NO e danno la colpa alle aziende tirchie e ottuse incapaci di comprendere l’importanza del loro lavoro”.
FCW ha tra i suoi sponsor un selezionato gruppo di produttori di spiriti e per questi sponsor ha creato delle attività che li mettono in evidenza. Attività che non si adatterebbero ad altre aziende.
Quando pensi alla tua iniziativa pensa al tipo di pubblico che andrai ad intercettare e poi rivolgiti solo alle aziende che vogliono comunicare con quel pubblico.
Questo piccolo ragionamento di permetterà di ridurre il numero di aziende a cui rivolgerti ma anche di essere più efficiente nella ricerca perché, alle aziende a cui ti rivolgerai, proporrai qualcosa che le interesserà veramente.

2 • Trova il modo di mettere il tuo pubblico in contatto con i tuoi sponsor. Per fare questa operazione ci sono diverse soluzioni e nel caso della Florence Cocktail Week la soluzione è stata quella di creare contest per i bartender e cocktail List speciali nei locali partecipanti. L’idea alla base è quella di mettere i prodotti a contatto di professionisti e pubblico. Guarda l’account Instagram di Florence Cocktail Week. Inoltre, tavole rotonde ed eventi brandizzati aperti a tutti.
Non esiste una formula valida per tutte le iniziative quindi scrivi nei commenti qui sotto di cosa ti occupi e ti daremo delle idee su quello che potresti fare per coinvolgere il tuo pubblico e far felici gli sponsor.

Guarda il video su come avere solo incontri utili.

Dal nostro canale YouTube

Immagina: come potrebbero sentirsi gli uffici marketing delle aziende a cui ti stai rivolgendo per la sponsorizzazione se gli proponessi alcune delle idee scritte qui sopra?

Siamo certi che, anche se la tua iniziativa è piccola, ha poco pubblico o budget limitato, tu possa prendere spunto da queste notizie e migliorare la tua ricerca di sponsor.


Ricorda, le aziende devono fare Business. Sempre!

KeySponsor

Se questi gli spunti non ti sembrano adatti al tuo caso, scrivilo nei commenti e ti daremo degli spunti più vicini ai tuoi bisogni.

Nella newsletter #SponsorWeek inseriamo una sezione speciale che abbiamo chiamato “Cosa fanno i BIG“. Non perché quelli qui sopra non siano grandi marchi o grandi eventi ma perché si parla di cifre monster, attivazioni costose e brand mondiali.

Dal momento che è bene imparare dai migliori ecco qui sotto lo spunto dai “Big Brand” di questa settimana.

Cosa fanno i BIG

Alla porta ci sono Nike, Adidas, Under Armour, New Balance, Puma e Anta

La porta è quella di Zion Wiliamson, un ragazzo di 18 anni ma già lanciato alla conquista del mondo NBA attraverso le sue giocate nel campionato NCAA. Nell’articolo lo si paragona a LeBron James, Kevin Durant e Michael Jordan ma che succederebbe se i paragoni uscissero dal Basket USA?
Fonte → sport.sky.it


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